lunedì 12 marzo 2012

Una semplice richiesta

Non mi pareva di aver chiesto nulla di troppo difficile. 

Parlatemi solo se avete qualcosa da dirmi. Semplice, no? 



Qualcosa che non sia ripetitivo, noioso, banale o falso. Ironicamente pensai "questa è la volta buona che nessuno mi spiccica più parola."

Sulle prime mi ponevano domande del tipo "come mai? Ma da dove te ne esci con questa novità?". Altri semplicemente mi accusavano di essere diventato snob.
Nessuno però si sforzava di capire o di seguire il mio desiderio, tutti volevano imporre semplicemente loro stessi, incuranti del resto.

Così le cose cambiarono, così il mio mondo interiore sorse glorioso, così abbandonai a poco a poco le ipocrisie intorno a me. Così iniziai la mia ascesa alla libertà.
Discorso di un capitano ai suoi uomini prima dello sbarco


“Non vi preoccupate, sbarcheremo in Normandia e la maggior parte di voi morirà dilaniata e fatta a pezzi dai proiettili tedeschi. Molti di noi moriranno così in fretta da non rendersene conto: quelli saranno i fortunati. I più sfortunati moriranno anestetizzati, ma con la dolorosa consapevolezza di lasciare questo mondo poco a poco; loro… loro vedranno i corpi disfarsi e scivolare via, mischiandosi alla sabbia.
Il cielo sarà solcato da mostri di fuoco e piombo, la morte col suo ultimo abbraccio ci avvolgerà da ogni parte. Quelli di noi che scamperanno a ciò vivranno l’orrore: non avremo più Dio, né fede, né amore. Né umanità. Saremo noi e loro. Dovremo rimanere noi soltanto, con ogni mezzo, o non ci sarà futuro libero per i vostri figli.
Il prezzo da pagare sarà immenso e di queste ore se ne parlerà nei decenni a venire. I nostri sacrifici non saranno vani: la Storia premierà il nostro folle volo con la Vittoria.
Non manca molto: presto ci ciberemo dei tentacoli della piovra nera.
I nostri figli cammineranno un cielo azzurro, liberi.
Questa spiaggia e questo mare, ora violentati dal ferro, dall’acciaio e dal cemento, un giorno torneranno a vedere la vita. Ma prima questi luoghi dovranno essere lavati dalla violenza subita con il sangue.
Ce la faremo, vinceremo e i nostri figli ricorderanno questo momento come uno dei più coraggiosi, folli e temerari della storia. Ma lo faranno come uomini e donne liberi.
Quelli di noi che non ce la faranno riposeranno sereni, finalmente. E tutti verranno a rendere omaggio al vostro ricordo e al vostro gesto.
Collateralmente ci saranno coloro che riterranno più opportuno farsi le foto in posa presso le vostre tombe. Ma questo è un fatto del tutto secondario.”

Mi sono svegliato una mattina

Mi sono svegliato questa mattina e ho deciso di crearmi un blog. Facebook è troppo dispersivo e alcuni miei stati, non per vantarmi, secondo me meritano di rimanere "archiviati". 
Niente di meglio di un blog.


Questo è il mio diario di guerra... il diario di una guerra impari contro una realtà limitante e maligna.

Autorereferenzialmente

La mia foto
Ciriè, Torino, Italy
Avrei proprio bisogno di un ritiro spirituale. In un bordello, possibilmente.